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Vigilata da alcuni nuraghi che la guardano dall’alto dei colli sovrastanti, Villaurbana è situato in un lembo di confine del Campidano di Oristano sulla Marmilla, a sud ovest del monte Grighine. Da tre lati è circondata da verdi colline, mentre da un lato si affaccia ad una grande valle che si distende rigogliosa ai piedi del predetto Monte. A qualche centinaio di metri dall’abitato scorre un piccolo corso d’acqua denominato, nel punto più vicino del paese “Rio S. Crispo” che, lasciando questo territorio attraversa quello di Siamanna, Siapiccia, Ollastra-Simaxis, si scarica sul Tirso. Un tempo questo villaggio con gli altri ubicati alle falde del monte Arci, appartenevano ad una vasta zona montuosa coperta di boschi che, appunto per questo, fu denominata “Contrad’e Monti”.

Così  descriveva la nostra comunità un illustre concittadino: Agostino Garau, studioso di tradizioni popolari ed ispettore onorario alle antichità, nel 1973 nella sua opera: “monografia Illustrata del comune di Villaurbana”.

La prima menzione storica del paese risale al 1228, data in cui avvenne la donazione fatta dal giudice  di arborea, Pietro Basso, alla chiesa di San Martino di Oristano, e che vide la concessione delle montagne denominate “Gai e Florissa” del territorio di valla-albana (così in quel tempi, veniva chiamato il paese). Un altra notizia storica si ha dal sinodo diocesano Arborense, celebrato durante il governo di Mon. Masonis da cui risulta che nel 1268 l’arcivescovo Abelardo venne nel paese di villa albana, per consacrare un altare, sicuramente quello dell’antica parrocchia dedicata alla patrona, Santa Margherita. Pertanto non è improbabile che la fondazione del paese risalga al 1200 o a pochi anni dopo. [1]

Il paese conta 1650 abitanti circa, è sito a 84 m sul livello del mare, dista 20 km da Oristano e fa parte della XVI Comunità Montana Arci-Grighine.

Le numerose vestigia di antiche civiltà disseminate nei 5848 ettari del suo territorio, tra cui gli oltre 50 nuraghi e un tratto della strada Romana che da Uselis (l’odierna Usellus) portava a Forum Traiani (Fordongianus), testimoniano una grande presenza dell'Uomo fin da epoche remote. Nel periodo Medievale Villaurbana faceva parte del glorioso Giudicato D'Arborea ch'era diviso amministrativamente in tredici curatorie o partes, formate da un insieme di ville (Biddas). Ciascuna di quelle ville era governata da un Maiòre, un ufficiale Giudicale che espletava incarichi di controllo e polizia del territorio.

Il paese era allora una villa della curatoria del Campidano di Simaxis e non è da escludere che l'attributo urbana derivi da uno dei suoi Maiòres.  Nel 1870 Villaurbana diede i natali ad Antioco Zucca, illustre pensatore positivista, allievo di Giosuè Carducci e autore delle famose opere “L'uomo e l'infinito” e “I rapporti tra l'individuo e l'universo” in cui si comprende il suo pensiero filosofico.


[1] da “Tradizioni popolari della zona del Monte Arci” di Agostino Garau


Villaurbana